22112017in evidenza:

PRIMI COMMENTI ALLA RELAZIONE ANNUALE DI BANCA D’ITALIA

di Redazione

In occasione dell’assemblea annuale di Banca d’Italia, sono state presentate le considerazioni finali del Governatore Ignazio Visco e la relazione annuale. Di seguito, si forniscono alcuni primi commenti su questi documenti.

Pagamenti PA
Sul tema dei pagamenti PA, la relazione annuale di Banca d’Italia conferma quanto più volte affermato dall’Ance:
1.               esiste ancora un forte problema di pagamenti per spese in conto capitale
2.               le misure varate dal Governo non bastano a risolvere il problema dei pagamenti, in particolare nei lavori pubblici.
Banca d’Italia stima infatti in 75 miliardi di euro a fine 2013 i debiti commerciali nei confronti delle imprese (ritardati pagamenti) di cui 51,3 miliardi per spesa corrente e 8,4 miliardi di euro ceduti pro soluto (nel 2012, erano stimati in 91 miliardi: la riduzione è stata quindi di 16 miliardi).
Secondo Banca d’Italia, i debiti di parte capitale (il 75/80% di questi riguarda lavori pubblici) da pagare dovrebbero quindi essere pari a circa 15 miliardi di euro. L’Ance stima che 11 miliardi di euro sono ancora dovuti alle imprese di costruzioni (lavori pubblici).
Banca d’Italia indica inoltre che, secondo le proprie rilevazioni, i tempi medi di pagamento sono di circa 180 giorni, confermando quindi i valori indicati da Ance e Confartigianato (che vengono citati esplicitamente) nell’ambito del ruolo di rapporteur all’Unione Europea.
Al momento, quindi, la direttiva europea non ha permesso di mettere un freno alla formazione di nuovi debiti PA.
Investimenti infrastrutturali
Del tutto in linea con l’Ance il commento del Governatore sul ruolo degli investimenti per la ripresa della domanda interna e, quindi, della crescita economica, e sulla preoccupante riduzione della spesa per investimenti pubblici (-30% nell’ultimo quadriennio). Una riduzione che peggiora lo stato di evidente sottodotazione di infrastrutture rispetto ai principali Paesi europei.
Nuova liquidità per i mutui alle famiglie
Sul tema del credito, si valuta molto positivamente la scelta di migliorare la liquidità delle banche per aumentare i finanziamenti a imprese e famiglie attraverso l’utilizzo, presso la BCE, di una vasta tipologia di titoli, tra i quali le garanzie ipotecarie sui mutui concessi alle famiglie.
E’ una misura, più volte invocata dall’Ance, che ha permesso agli Stati Uniti, quasi due anni fa, di far ripartire il mercato immobiliare e, con questo, l’intera economia.
Appare, però, assolutamente necessario che la liquidità derivante dalle garanzie ipotecarie sia messa a disposizione delle famiglie per nuovi mutui.
Una finanza per la crescita strutturale delle imprese
Con riferimento alla struttura patrimoniale delle imprese, sebbene sia condivisibile l’esortazione a migliorare l’equilibrio finanziario delle PMI in Italia, anche a causa della sproporzione del credito bancario, i cui effetti si sono visti in questi anni di drammatico credit crunchè necessario considerare gli effetti, nel breve termine, di una sensibile diversificazione delle fonti di finanziamenti delle imprese e le modalità per il loro rafforzamento dal punto di vista patrimoniale.
C’è il rischio, infatti, di un’ulteriore irrigidimento nell’erogazione del credito alle imprese, il cui effetto potrebbe mettere a rischio la vita stessa di migliaia di PMI del settore.
 

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